Racconti della verde Irpinia: viaggio a San Sossio Baronia

Un viaggio tra i comuni della verde Irpinia, tra storia, cultura, gastronomia e racconti antichi. Questa settimana San Sossio Baronia

SAN SOSSIO BARONIA. Viaggio tra i comuni della verde Irpinia, tra cultura, gastronomia e racconti antichi. Questa settimana San Sossio Baronia.

Il Paese:  San Sossio Baronia

Superficie territorio:  19,19 kmq

Abitanti: 1 598 (Sossiani)

Patrono: San Pietro Martire

Cenni storici

La prima notizia del borgo è rilevata in un privilegio di Carlo D’Angiò, datata 1299. Il centro seguì sempre le vicende storiche di Trevico, con la quale condivise anche i feudatari del periodo angioino, aragonese e spagnolo.

Roberto D’angiò, assegnò le rendite del piccolo casale alla moglie, regina Sancha, dalla quale passarono nel 1343 al conte Raimondo Del Balzo. Seguirono per possesso i discendenti di Nicola Orsini.

Nel 1497 la Corte Regia donò il feudo a Giovanni Borgia d’Aragona, duca di Candia, mentre nel 1507 l’ebbe il Gran Capitano Consalvo Fernandez de Cordova. I successori di Francesco lo tennero fino al 1791, Francesco V de Loffredo, fu l’ultimo signore.

I cittadini di San Sossio furono partecipanti attivi  ai moti reazionari del 1820. Durante la rivolta garibaldina del 1860 molti sossiani presero d’assalto l’edificio municipale, saccheggiandolo e cancellando tutto ciò che ricordava il regime borbonco.

(spunti storici dal libro di Giampiero Galasso – I Comuni dell’Irpinia 1989)

 

Da visitare

 

Fontana di Pietra

Costruita nel 1612 per volere del signore Ferdinando de Loffredo. Essa conserva l’iscrizione seicentesca, uno stemma nobiliare.

 

Croce di Pietra

Il monumento risulta costituito da un basamento, con quattro angeli angolari scolpiti in rilievo, su cui poggia una colonnina in parte scanalata con sul capitello la croce in pietra.

 

Chiesa dell’Annunziata

Nel centro i resti della chiesa costruita nel XIII secolo, restaurata nel 1589 e rifatta nel 1754. Oggi restano solo ruderi.

 

Chiesa Parrocchiale

La chiesa, ad una sola navata è stata edificata nel nostro secolo ed è completamente in stile gotico. La facciata, del tipo a capanna, presenta un portale con sovrastante lunetta.

 

Il Racconto: Signora per un giorno

 Un uomo aveva una moglie a cui non piaceva lavorare.

  • Bello mio, diceva sempre, vorrei fare almeno per un giorno la signora!

Il marito per convincerla le disse:

  • Va bene! Se lavori ti accontenterò!

E questa, speranzosa, lavorava e chiedeva al suo uomo:

  • Quand’è che posso fare la signora?

Un giorno, finalmente, il marito le rispose:

  • Lavora fino a sera e domani signora sarai!

La mattina dopo il marito aveva già fittato i vestiti, poltrone e tutto ciò che serve a una signora. Le portò il caffè a letto e disse:

  • Volete alzarvi signora mia? 
  • Si, ora, si! – rispose lei e scese dal letto.

Il marito l’aiutò a vestirsi e le infilò gli stivaletti. Poi lei  passò, sulla poltrona, vicino al balcone e cominciò a muovere con grazia il ventaglio.

Disse il marito:

  • Io esco a comprare la carne. Vostra signoria cosa desidera? Bollito, arrosto o carne al tegame? 
  • Prendi la carne per fare le braciolette! 

Lui andò e al ritorno disse:

  • Metto questa sul tavolo e vado a comprare i maccheroni. 
  • Va pure. 

L’uomo uscì e dimenticò di accostare la porta. Lei, da signora, non si scomodò a chiuderla. Entrò un cane e puntò dritto sul tavolo dove stava la carne, l’afferrò e cominciò a mangiarla. Lei intanto agitava il ventaglio e non si curava di scacciarlo, diceva solamente:

  • Via, va via! Se ora non fossi signora, ti romperei le ossa! Passa via, passa!

Il cane non le dava retta e se ne andò solo quando ebbe finito di mangiare tutto. Tornò il marito e chiese;

  • Signora dov’è la carne che ho portato? 
  • Un cane l’ha mangiata! Io gli dicevo passa via, passa, ma quello non se ne andava. Sono o non sono una Signora! Mica potevo alzarmi dalla poltrona!

 

 

A cura di Elizabeth Iannone

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