Il dollaro sotto la lente di ingrandimento delle banche centrali

Le banche centrali nel mondo prendono in seria considerazione l'idea di ridurre le quote valutarie in dollari a favore di altre monete,  yuan in testa. In Europa possibile il passaggio di quote in euro

In Europa le banche centrali dei vari stati stanno valutando l’ipotesi di diminuire le riserve valutarie in dollari statunitensi a favore di un aumento delle quote in euro.

L’idea, sempre più insistente, nasce sulla scia della politica protezionista messa in campo dal presidente Usa Donald Trump.

Numeri alla mano oggi i due terzi delle riserve valutarie del globo sono detenute dalle banche in dollari.

Conteggiando le riserve di Cina, Giappone, Svizzera, Arabia Saudita, Russia ed Eurozona parliamo di una cifra che si aggira attorno ai 7 mila miliardi di dollari.

L’utilizzo del dollaro per le riserve valutarie è da sempre una sorta di percorso obbligato per le banche centrali del mondo. Le riserve sono dedicate all’acquisto delle materie prime e alle operazioni commerciali.

Il dollaro è una parte integrante del patrimonio valutario delle principali banche perchè i titoli del debito americano vengono considerati da sempre estremamente sicuri, ma non solo.

Una seconda caratteristica della consistenza in dollari delle riserve nasce dalla considerazione che si tratta di una realtà ‘liquida’, ovvero facilmente equiparabile al denaro contante, quindi all’occorrenza

utilizzabile in qualsiasi momento.

Cresce l’interesse delle banche per lo yuan, valuta cinese

Da parte delle banche centrali cresce l’interesse per lo yuan, valuta cinese, anche in seguito alla lotta dei dazi scatenata dal presidente Trump.

In Francia la banca centrale ha da tempo fatto sapere che dispone già di una riserva valutaria in yuan.

A scoprire le carte è anche la Banca centrale europea. Lo scorso mese di giugno infatti la Bce ha rivelato di aver dirottato titoli per 500 milioni di dollari,  611 milioni di euro di riserve in dollari USA, sull’acquisto di yuan.

La Bce ha 44 miliardi di euro di riserve in valuta estera, ed anche se 500 milioni sono soltanto una piccola parte dell’intero patrimonio, si tratta pur sempre di un piccolo passo, un segnale che deve comunque far riflettere sul futuro del dollaro.

Un futuro che, con tutta probabilità, potrebbe vedere lo yuan condividere con il dollaro i mercati globali.

In realtà sono molte altre le banche centrali nel mondo che stanno prendendo in seria considerazione l’idea di ridurre le quote valutarie in dollari a favore di un’altra moneta, yuan in testa.

Un cambio che considera anche l’ipotesi di una quota di trasferimenti  in euro.

Scelte che sono la conseguenza diretta delle politiche protezioniste in tema di importazione,  che il presidente  Trump sta portando avanti con insistenza.

Forex e trading on line

Per chi fa trading sul forex l’attenzione verso i mercati valutari è sempre elevata, e  notizie come quella dei ripensamenti delle banche centrali diventano determinanti per poter valutare come cambiano le cose, e rimodulare gli  investimenti.

Le operazioni di trading on line,  che passano attraverso piattaforme di ultima generazione, vengono impostate tenendo in stretta considerazione la situazione geopolitica e l’economia degli Stati più in vista, al pari delle realtà emergenti.

La disponibilità di un conto on line, messo a disposizione da un broker insieme ad una piattaforma, viene supportato da un patrimonio quotidiano di informazioni offerte dagli analisti.

Si tratta di news e grafici, che vagliano attentamente quel che accade nel mondo di giorno in giorno, e forniscono le informazioni corrette per operare nel trading.

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