Crescono le  Criptovalute, cosa c’è oltre al Bitcoin

Tra quelle maggiormente in ascesa, il Ripple: si tratta di una criptovaluta esistente già dal 2013 e che oggi, insieme ad Ethereum, rappresenta l’alternativa più credibile e affidabile al Bitcoin

Cresce il mondo delle criptovalute e l’interesse degli investitori per questi strumenti. Un tema  di strettissima attualità che anche i governi delle principali economie mondiali stanno iniziando a trattare vista l’esigenza di una regolamentazione.

Se ne è parlato anche in occasione del G20 di Buenos Aires, in Argentina, in occasione del quale i rappresentanti delle banche centrali e i ministri delle finanze dei 20 paesi più importanti del mondo hanno cercato di capire in che modo si può affrontare la questione che sta letteralmente sfuggendo di mano.

Mai nessuno si sarebbe potuto aspettare che questi strumenti finanziari virtuali avrebbero raggiunto livelli così importanti; ed ora si deve correre ai ripari cercando di tracciare un quadro definito entro il quale muoversi a livello normativo.

Il Bitcoin è stato l’esempio più lampante di questa ascesa; partito come prodotto di nicchia è arrivato, lo scorso dicembre, a lambire i 20mila dollari di valore. E seguendo questa escalation altre criptovalute ne hanno approfittato per espandersi sul mercato.

Tra quelle maggiormente in ascesa, il Ripple: si tratta di una criptovaluta esistente già dal 2013 e che oggi, insieme ad Ethereum, rappresenta l’alternativa più credibile e affidabile al Bitcoin. Si parla pur sempre di una valuta virtuale, quindi non presente fisicamente ma solo virtualmente, in rete.

Il suo funzionamento è basato su un protocollo chiamato Open Coin fondato da Chris Larsen e da Jed McCaled.  La vera differenza con altre criptovalute, quale ad esempio il Bitcoin stesso, è data dal fatto che Ripple ha come obiettivo quello di eliminare i tanti ostacoli e le numerose difficoltà incontrate dagli sviluppatori proprio con il Bitcoin.

Il meccanismo funziona grazie alla tecnologia P2P, come per le altre monete virtuali: si tratta si un protocollo che consente, da pari a pari, si vendere acquistare valuta. Quindi senza alcuna intermediazione di banche o altri enti di intermediazione.

Tutte le transazioni eseguite con Ripple non sono rintracciabili; anche qui l’accostamento alle altre criptovalute è evidente anche se, in realtà,   i movimenti effettuati con il Bitcoin sono ad esempio presenti dei registri di transazioni, i cosiddetti ledger.

Altro vantaggio di Ripple, la possibilità di scambiarsi denaro senza continuità di forma; per fare un esempio si può quindi inviare euro ad un soggetto destinatario che riceverà la somma in dollari. Con Ripple ogni transazione è irreversibile, gratuita e soprattutto istantanea.

Uno strumento di grande interesse che è stato creato per avere un limite: nello specifico si parla di un massimo di 100 miliardi. Una volta raggiunta questa cifra di diffusione su mercati, non si produrranno più Ripple per evitare inflazione. Fenomeno che riguarda le monete tradizionali e non certamente quelle virtuali.

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