Cibo e vacanze: il 91% dei campani sempre più attratto dalle specialità locali

Un’indagine Doxa per conto di Groupon analizza il mondo della ristorazione a 360 gradi, con un particolare focus sul rapporto tra cibo e viaggio

Italiani in vacanza sempre più attratti dalle tradizioni culinarie del luogo. Ma i campani, così legati alle proprie radici, come si comportano quando viaggiano?

Cibo in vacanza: l’indagine Doxa

Un’indagine Doxa commissionata da Groupon, azienda leader nel settore degli acquisti online, rivela come tra i criteri di scelta ci sia anche la voglia di provare nuovi sapori e di fare un viaggio gastronomico attraverso le tradizioni culinarie offerte dalla meta.

Dalla ricerca emerge che il 75% degli intervistati sceglie la meta di un viaggio o di una gita anche in base alle specialità enogastronomiche del luogo ed il 81% è disposto a viaggiare per raggiungere un locale al di fuori della regione dove vive per sperimentare nuovi piatti.

Un particolare piatto o un ristorante tipico diventano quindi a loro volta mete nelle mete, particolari punti di interesse sulla mappa o semplicemente una scusa per organizzare una gita fuori porta in attesa delle vacanze vere.

Alla domanda “Se ti trovassi all’estero, cosa sceglieresti di mangiare?”. I campani non hanno dubbi: il 91% risponde di provare le specialità straniere del luogo, mentre solo il 9% si mostra ossessionato dalla cucina nostrana e sceglie un piatto italiano per andare sul sicuro. Curiosa anche la classifica delle Regioni italiane più disposte a sperimentare, la cui top 3 prevede Toscana (94%), Liguria (91%) e Campania (91%).

Infine, l’indagine studia i criteri di scelta di un ristorante o locale quando si è in una città o paese che non si conosce. Per i campani, al primo posto della classifica c’è la ricerca online sui siti o sulle app di recensioni (55%), seguita dalla richiesta di suggerimenti alle persone del luogo (43%) e dal girovagare scegliendo direttamente per strada mentre si passeggia (29%). Appena fuori dal podio ci sono i consigli del personale dell’hotel dove si alloggia (27%) e all’ultimo posto la consultazione della cara vecchia guida cartacea, che comunque si difende con un buon 12%.

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