Il cibo del futuro: le barrette energetiche con la farina di ‘cricket’

Le vedete nell'immagine: impacchettate bene, proteiche e alla moda. 2 miliardi di persone mangiano insetti: da gennaio 2018 anche in Italia

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L’Unione Europea ha sentenziato che il mercato europeo debba aprirsi ai “nuovi cibi“, cioè agli insetti.
Da gennaio saranno acquistabili nei supermercati, tra il pane e la Nutella o mimetizzati tra i pacchetti di patatine, insetti e prodotti alimentari che li annoverano tra gli insetti.

Dobbiamo rassegnarci al cibo del futuro – non sarà Giallo Zafferano qualche ricetta con insetti è già online – e anche se la cinematografia americana ci aveva fatto vedere qualcuna di queste esotiche pietanze, ancora non c’è empatia con questa espressione della culinaria. Andrew Zimmern ha avuto un discreto successo assaggiando pietanze assurde per la cultura occidentale, visitando in ogni angolo del mondo.

Le barrette in questa immagine sono prodotte con farina di grillo – cricket appunto – e da gennaio potranno essere acquistate anche in Italia.

 

Risorse sostenibili

 

L’Agenzia per l’alimentazione delle Nazioni Unite preme perché sia implementato il consumo nel mercato mondiale e perché, di conseguenza, anche la vecchia Europa ceda il passo alla novità, mettendo da parte la ricchezza della propria tradizione in vista della novità: un ragionamento tutto economico. Infatti per un maiale o una mucca il tempo e le risorse – finanche lo spazio – necessarie per l’allevamento sono di molto maggiori che per un grillo od altri insetti. Con il vantaggio – ancora un ragionamento puramente economico – di avere, così, più proteine con minore ‘spesa’.

Senza contare che gli animali da fattoria inquinano. Sul serio. Lo fanno con gli stessi gas intestinali che conosciamo in virtù della digestione.

Andrea Mascaretti, presidente del Centro studi per lo sviluppo sostenibile, ha osservato che «in Italia il primo ristorante di sushi è stato aperto negli anni Settanta a Roma: ci sono voluti trent’anni perché diventasse comune», mentre per gli insetti dovrebbe volerci meno.

Non ha torto: se la situazione economica delle famiglie italiane non migliora, in molti finiranno a cercare insetti – correggo: il cibo del futuro – al parco.

 

Una questione culturale

 

Il limite all’assaggio è tutto culturale. Gli insetti hanno sapori inaspettati e già conosciuti. Alcuni dal sentore di limone, altri di nocciola.

Tuttavia, leggere sul noto periodico Grazia la fondatrice di Entonote, Giulia Tacchini, ammettere che «la prima regola per inserire gli insetti in un menù è cammuffarli, utilizzandoli come ingrediente di biscotti o hamburger» è leggere che la «prima realtà italiana a divulgare il tema dell’insetto nel piatto da diversi punti di vista» lo fa attraverso artifici.

 

Cibo del futuro già mangiato da tutti

 

Per il resto, c’è da star tranquilli: abbiamo avuto già svariate occasioni di mangiare insetti. Tutti i prodotti, dal pane alla marmellata, dalla cioccolata al caffè, contengono frammenti di insetti finiti nelle pietanze durante i processi di lavorazione. Se in America c’è un limite normativo di 50 frammenti ogni 50 grammi, in Italia non è prevista alcuna limitazione.

 

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