Carceri campane, il Sappe: “Veri e propri call center della malavita”

È ancora alta la tensione negli istituti penitenziari, tra selfie dietro le sbarre e aggressioni. Nel carcere di Avellino colpito a calci un poliziotto

AVELLINO. Ancora altissima tensione nelle carceri della Campania, in alcune delle quali si sono verificati gravi eventi critici nelle ultime ore.

Tensioni nelle carceri campane

A darne notizia è Emilio Fattorello, Segretario Nazionale per la Campania del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE: “Le carceri in Campania vivono un momento storico di criticità ed emergenza come non mai. Gli eventi critici in aumento esponenziale, il ritorno del sovraffollamento, la promiscuità delle diverse tipologie di regimi detentivi, i tagli sugli organici sui capitoli di spesa di gestione rendono le strutture ingovernabili, sempre più fatiscenti che non garantiscono la dovuta sicurezza anche in seguito alla scellerata apertura dei ristretti voluta dal precedente Governo.

Negli ultimi due giorni della settimana dobbiamo registrare il rinvenimento di cellulari e aggressione al personale di Polizia. Nelle ultime ore nella Casa Circondariale di Benevento e precisamente nel Reparto di Alta Sicurezza sono stati rinvenuti altri due telefonini in possesso illegittimo ad appartenenti della Criminalità organizzata. Uno del tipo smartphone, altro del tipo miniaturizzazione. In una cella i detenuti erano intenti a fare il selfie.

Nella Casa Circondariale di Napoli Poggioreale ieri altro rinvenimento di apparecchio telefonico rinvenuto addosso ad un detenuto che va ad aggiungersi ai tanti altri cellulari rinvenuti. Ormai il fenomeno della detenzione dei cellulari è divenuto un fenomeno allarmante al quale non si vuol porre freno né da parte della stessa Amministrazione né dalla Magistratura competente”.

Duro l’atto di accusa di Fattorello: “Abbiamo una Procura in Regione che ha disposto il dissequestro di tre cellulari in carcere sequestrati a diversi detenuti e la restituzione degli stessi ai legittimi proprietari…sic. Eppure questi cellulari possono facilmente favorire le “imbasciate” dei malavitosi dall’interno all’esterno. Le celle sono diventate veri e propri Call Center della malavita s.p.a. in una Regione come quella Campana ad alto indice di criminalità organizzata.

Sempre, non per creare allarmismi, ma per esclusive prerogative Sindacali riconosciute da conclamata Giurisprudenza dobbiamo riportare tra l’altro l’aggressione ad un collega e un infortunio sul posto di lavoro ad altro.

Poliziotto penitenziario aggredito ad Avellino

Dalla Casa Circondariale di Avellino riceviamo notizia di una aggressione ad un assistente capo che è stato colpito con un violento calcio all’inguine da parte di un detenuto napoletano definitivo con fine pena 2022 per rapina ed altro di 28 anni. Il collega ha dovuto far ricorso ai sanitari per le lesioni riportate.

Ritornando a Poggioreale ci giunge notizia di un grave infortunio occorso ad un assistente capo che in caserma per cambiarsi è stato colpito da un vetro che è caduto dal telaio di una finestra. Il malcapitato è stato soccorso dai colleghi, la profonda ferita riportata ad una mano suturata con diversi punti.

La denuncia del sindacato

lL SAPPE della Campania non preferisce il silenzio su questi avvenimenti né alimenta allarmismi come troppo facilmente viene riportato dall’ufficio stampa vicino al Ministro ma molto lontano dai poliziotti penitenziari rischiano la propria incolumità fisica e psichica ogni giorno come a Poggioreale. Ci chiediamo e chiediamo se può ritenersi routine per i colleghi di Poggioreale, dopo il turno di servizio passare prima per il Cotugno per la profilassi contro i contagi di malattie infettive (HIV, epatiti TBC ecc.) e poi rientrare in famiglia dai propri cari con mille dubbi e timori ancora violenza e rinvenimenti telefoni cellulari nel carcere salernitano”.

“Ogni giorno succede qualcosa, ed è quasi diventato ordinario denunciare quel che accade tra le sbarre – denuncia Donato Capece, segretario generale del SAPPE – Le carceri della Campania sono ad alta tensione per le precise responsabilità di chi ha creduto che allargare a dismisura le maglie del trattamento a discapito della sicurezza interna ed in danno delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria. E non è certo con la censura che si vorrebbe imporre nelle carceri, che vorrebbero vietare di dare conto all’esterno di quel che avviene nei penitenziari campani, che le cose possono migliorare… Invito il Ministro della Giustizia Bonafede a mandare subito gli ispettori ministeriali in Regione”.

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