Blocco del traffico ad Avellino, l’ordinanza è decaduta. E adesso?

Blocco del traffico ad Avellino, l'ordinanza è decaduta. Gli sforamenti nel 2018 sono stati 46, e il Capoluogo è ancora nella morsa delle polveri sottili

Blocco del traffico ad Avellino

Blocco del traffico ad Avellino, l’ordinanza è decaduta. E adesso? Gli sforamenti nel 2018 sono stati 46, e il Capoluogo è ancora nella morsa delle polveri sottili, che non accennano a diminuire. L’ordinanza antosmog non ha dato i risultati sperati.

Blocco del traffico ad Avellino, l’ordinanza è decaduta. E adesso?

Blocco del traffico ad Avellino, con il 31 dicembre la tanto odiata ordinanza ha cessato di esistere e la libera circolazione nel Capoluogo è tornata senza distinzioni di targa o di orario.

Rispetto ai 35 sforamenti del limite di Pm10 consentiti dalla legge, ben 46 sono stati quelli realizzati dal Capoluogo irpino, che proprio non riesce a liberarsi dalla morsa dello smog.

Avellino la più inquinata

Tra le 25 città dell’Area Vasta monitorate dall’Arpac, Avellino risulta la sesta più inquinata. Ma gli avellinesi non credano che la fine del 2018 abbia portato con se anche la fine dei divieti.

Arpac, infatti, ha annunciato l’imminente riattivazione di un’altra centralina per l’analisi della qualità dell’aria, ovvero quella della scuola elementare Quinto circolo di via Scandone.

Ora, con il gelo che in questi giorni sta attanagliando la provincia, quella che è stata individuata come la principale fonte di inquinamento, ovvero il fumo dei camini e l’utilizzo dei climatizzatori domestici, farà schizzare alle stelle i dati delle polveri sottili.

Il provvedimento dell’amministrazione precedente

A tale proposito, è in vigore la campagna “Impianti Termici 2018-2019”, avviata dall’ex sindaco Ciampi per promuovere la manutenzione delle caldaie.

Entro il 30 aprile, i proprietari degli impianti dovranno trasmettere l’idonea documentazione all’indirizzo certificato del Comune di Avellino(ufficioprotocollo@cert.comune.avellino.it)

Ma, nonostante questo, la nuova gestione commissariale non ha ancora preparato, e neanche concepito, un piano di emergenza per far fronte ad un’ennesimo quanto inevitabile picco degli agenti atmosferici nocivi.