Baby prostitute: svelato il circolo degli orrori

Sequestrato il locale dove un 70enne di Mercogliano adescava ragazzine per costringerle a fare sesso con lui ed altri clienti. Nei guai due professionisti

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AVELLINO. Le indagini proseguono, scovato il circolo degli orrori, dove il gestore circuiva giovani donne inducendole a prostituirsi. Si tratta del circolo ricreativo L’Incontro sito in via vasto ad Avellino. Dieci ragazze minorenni e due di maggiore età si recavano nel circolo ogni giorno per lavorare come cameriere ma tra un drink e l’altro erano costrette a subire le avance dei clienti senza sottrarsi ai loro “desideri”. Tutto questo per guadagnare circa 30 euro al giorno con poche ore di “lavoro”. Le dichiarazioni di alcune delle ragazzine coinvolte, insieme alle intercettazioni telefoniche ed i numerosi pedinamenti effettuati dai carabinieri hanno contribuito ad incastrare l’uomo. Tutto è partito grazie alla coraggiosa denuncia del fidanzato di una delle ragazze coinvolte.

Tre gli uomini arrestati tra Avellino, Mercogliano e Lapio nei loro confronti i carabinieri del Comando provinciale di Avellino hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Gip Isabella Iaselli, su richiesta della Procura Distrettuale di Napoli, con l’accusa di induzione e sfruttamento della prostituzione minorile, atti sessuali a pagamento con minori e violazione della legge Merlin sulla prostituzione. Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Mattino è finito in carcere Federico De Vito, il 70enne di Mercogliano gestore del noto circolo di via Vasto. Agli arresti domiciliari  due clienti abituali un 52enne professionista avellinese e un 85enne di Lapio. Le indagini condotte dai militari del nucleo investigativo vanno avanti dal maggio 2016 ed hanno consentito di appurare l’attività illecita del gestore del locale.

 

2 risposte a “Baby prostitute: svelato il circolo degli orrori”

  1. Non sono BABY PROSTITUTE ma BAMBINE E RAGAZZINE STUPRATE E/O ABUSATE… Le parole sono importanti e il giornalismo potrebbe fare moltissimo per cambiare la mentalità corrente… stando dalla parte delle vittime, definendole tali e non “prostitute”, specie per quanto riguarda minorenni e ragazzine quasi bambine. Auspico un nuovo femminismo anche nei giornali!

    1. Gentile lettrice, condividiamo il suo punto di vista. Purtroppo la violenza e gli abusi si declinano in numerose sfumature e modalità. Ciascuna aberrazione ha un nome specifico. In questo caso, la violenza che queste ragazze hanno subito ha assunto questa forma. Pensiamo che la prostituzione sia un’espressione di abuso e violenza. L’espressione “baby prostitute” è di grande impatto emotivo e, le dirò, abbiamo scelto di usarla non senza remore. Lo stridore della situazione non trovava in altre espressioni una risposta emotiva altrettanto adeguata al baratro di cui la notizia. Però, proprio per l’aderenza delle parole ai fatti, non altra parola era adeguata quanto prostituzione. Questa parola, ovviamente, non inficia il concetto che queste ragazzine siano vittime: ne delinea la violenza subita, indentificandola.
      Come quotidiano la ringraziamo per l’attenzione riposta al nostro articolo. Il responsabile, da femminista, le chiede di volerci seguire ancora e segnalarci, come già con questo commento, tutto ciò ciò che le sembrerà inadeguato ad un target alto dell’informazione. I commenti come questo ci aiutano a crescere, ci tengono coi piedi per terra e ci lusingano per il tempo che hanno richiesto per essere scritti.
      Ancora grazie, sperando che continuerà a seguirci con la stessa attenzione.

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