Avellino, frizione tra il sindaco e il procuratore aggiunto D’Onofrio

D'Onofrio: «Un sindaco che non denuncia è moralmente e penalmente responsabile». Foti si discolpa. Pietra di scandalo la questione parcheggi

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AVELLINO. «Io non sto in silenzio, non sto proprio in silenzio». Così si discolpa Foti alle parole, aspre in verità, del procuratore aggiunto D’Onofrio. Una dichiarazione “rubata” più che rilasciata durante un’intervista trasmessa dalla tv locale Irpinia Tv. Pietra di scandalo è la questione parcheggi e le relative proteste degli ex parcheggiatori.

Il procuratore aggiunto, alle telecamere della stessa tv locale, spiegava come un atteggiamento omertoso faccia prosperare i reati dei colletti bianchi e come, per evitarlo, la politica debba mediare e interrogare i malumori.

D’Onofrio ha specificato: «Un politico che non si fa i fatti degli altri – fatti criminali – nell’esercizio delle sue funzioni, è un criminale perché omette una denuncia».

«Il silenzio è comodo» ha incalzato il procuratore che ha stilettato il primo cittadino sottolineando che non c’è giustificazione all’«ignavia», anche se fosse per «paura»: la «scelta di fare il sindaco» comporta l’obbligo di agire di conseguenza.

 

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