Attentato al cantiere di Cervinara: la pista del racket

Si teme atto intimidatorio verso la ditta esecutrice dei lavori. I titolari dell'impresa: «Nessuna intimidazione, prima». Al vaglio le immagini video

attentato Cervinara

CERVINARA. Atto intimidatorio nei confronti della ditta che sta effettuando i lavori per il rifacimento dell’impianto fognario
di via Cappella Salomoni a Cervinara. Colpi di pistola per spaventare gli esecutori dei lavori. Subito dopo il raid avvenuto martedì 31 ottobre nel cantiere preso di mira, sono state effettuate diverse perquisizioni ed ascoltate tutte le persone informate sui fatti. Continuano le indagini degli investigatori del commissariato di polizia di Cervinara, diretto dal vice questore Flavio Tranquillo.

Pare non ci siano ancora elementi per capire chi fossero gli esecutori dell’attentato e chi fossero i mandanti. Secondo quanto riportato da il quotidiano Il Mattino gli investigatori starebbero cercando una moto di grossa cilindrata con a bordo due uomini con il volto coperto da caschi integrali. Utili ai fini delle indagini le immagini delle telecamere di sicurezza della zona, sia quelle dei circuiti pubblici che privati. Si starebbero dunque analizzando i vari frame dei video a disposizione per capire da dove sia arrivata la moto con a bordo i due malviventi. Ancora non pervenuti i colpi esplosi dai due martedì mattina.

I proprietari dell’azienda che sta effettuando i lavori e i responsabili del cantiere hanno dichiarato alla polizia di non aver ricevuto nessun tipo di minaccia prima dell’attentato di martedì. L’azione ha tutto il sapore di un avvertimento, si teme che il cantiere abbia risvegliato l’appetito delle organizzazioni criminali interessate al racket sugli appalti. L’azienda infatti sta svolgendo un lavoro per il comune di Cervinara di circa 500mila euro. Resta agli investigatori, il compito di capire se i mandanti  fossero del posto o appartengono ad organizzazioni criminali esterne.

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