Alto Calore: tra milioni di debiti e operai allo sbando

Dopo la riunione tenuta ieri a palazzo Santa Lucia resta lo stato di agitazione dei dipendenti dell'azienda idrica di Corso Europa

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AVELLINO. L’Alto Calore resta in crisi e senza soluzioni che garantirebbero un equilibrio aziendale. Dopo l’ennesima riunione tenuta ieri 30 ottobre, a palazzo Santa Lucia non c’e stato alcun punto di incontro. Diversi gli appelli del cda alla Ragione Campania per salvare l’azienda idrica di Corso Europa. Nessuna risposta, solo silenzi. Non sono mancati all’evento i rappresentanti confederali di Cgil, Cisl, UIl e Ugl, che uniti pensano di proclamare lo stato di agitazione. La situazione resta delicatissima, da un lato ci sono i 130milioni di debiti dall’altro gli operai ormai stanchi con la paura, sempre più vicina ad una realtà, di ritrovarsi allo sbando senza un futuro. In attesa della convocazione del prefetto, data fissata per il 9 novembre, i lavoratori sciopereranno per i loro diritti. La posizione dell’azienda resta poco chiara e priva di contenuti.

Contributo a cura di Antonio Faticato

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